Come immagino la diocesi di Carpi nel 2042? Parlarne può sembrare una presunzione insensata. Sicuramente è un rischio, ma forse non del tutto inutile per l’itinerario sinodale che la chiesa sta percorrendo in questo tempo.
La Chiesa di Carpi nel 2050
Seguendo la traccia di discussione del Sinodo proposta dalla Diocesi, proponiamo alcune riflessioni su come immaginiamo la Chiesa di Carpi fra trent’anni. Un esercizio di previsione tra contingenza, realismo e sorprese dello Spirito Santo.
Dare voce ai destinatari della pastorale (senza pregiudizi)
Il Cammino sinodale in Diocesi è partito, ma con il piede sulla sordina. È raro sentire un parroco parlarne a Messa e le “cronache sinodali” su Notizie escono a singhiozzo. La questione interessa al popolo di Dio? Chi lo sa. Di certo, se le cose dovessero trascinarsi così per tutto il periodo dedicato all’ascolto, il risultato sarebbe la celebrazione di un atto formale che non modifica di una virgola la vita della nostra Chiesa locale.
Il Campo di Fossoli come icona integrale della guerra
La storia e le vicissitudini del Campo di concentramento di Fossoli ne fanno una icona integrale della guerra
A proposito di scaltrezza
La nostra solidarietà La Diocesi di Carpi ha interrotto il rapporto professionale con l’ing. Marco Soglia, con studio a Dozza (BO), nominato, dall’allora vescovo Cavina, Responsabile Unico del Procedimento (RUP) per le operazioni di recupero e restauro degli immobili diocesani dopo il terremoto del 2012. Le motivazioni del provvedimento sono espresse in un Comunicato Stampa, in cui la Diocesi dichiara …
Meglio pochi ma devoti o rischiare il mare aperto?
Una sfida per il Sinodo: tornare a navigare in mare aperto, avere il coraggio di abbandonare i porti rassicuranti della tradizione e della devozione popolare per rispondere di sì alla domanda di Gesù: “ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?”
Percorso sinodale: una sfida non facile
Nel percorso sinodale, nutrire eccessive aspettative da quanto emergerà dall’ascolto, è un rischio. Appare più opportuno l’impegno ad acquisire un modo nuovo di vivere la comunione e la partecipazione ecclesiale in proiezione missionaria










