All’interno del Seminario di Carpi, edificio storico in cui si sono formate generazioni di preti, esiste un bene prezioso, collocato in spazi inadeguati ma soprattutto non fruibile. Si tratta della Biblioteca che raccoglie migliaia di volumi che documentano non solo la storia della Diocesi, dalla sua fondazione, ma la storia della cultura che ha sempre animato la Chiesa e alla quale si sono rivolti seminaristi e clero.
E’ composta di testi che risalgono al seicento, al settecento, opere di pregio che meriterebbero di essere conservate in modo adeguato, ora collocate in ambienti non funzionali alla consultazione, addirittura sistemati in scatoloni. Proprio per la mancanza di spazi centinaia di volumi della seconda metà del ‘700 e ‘800 sono collocati in un garage di Carpi, da 14 anni.
Della Biblioteca fanno parte anche lasciti di preti che hanno voluto donare la loro biblioteca personale al Seminario, pensando di compiere un gesto significativo. A tutto questo si aggiunge il fatto che esisteva anche un Centro multimediale, donato dalla famiglia Gualdi in memoria di mons. Tonino Gualdi, con arredo, sussidi e riviste ad uso soprattutto delle e degli insegnanti di religione, ora smantellato.
Sappiamo che una biblioteca ha una sua vitalità quando è inserita in un sistema bibliotecario più vasto, attraverso il quale viene offerta la possibilità di consultazione al maggior numero di utenti. Anni fa era stata offerta l’opportunità di inserire la Biblioteca in uno dei sistemi bibliotecari vigenti, quello nazionale e quello della CEI, ma non si è dato corso alla proposta.
In vista della fusione delle due diocesi Carpi-Modena, quale sarà il futuro di questo bene culturale? Sembra che sia stato programmato il passaggio dei testi più importanti alla Biblioteca del Seminario di Modena, ma quando avverrà questa operazione di salvataggio e di immissione in un circuito nazionale, che valorizzi questo bene inestimabile?
Scintilla

