Si avvicina la data ipotizzata per l’unione delle diocesi di Modena e Carpi. Ma, specialmente ultimamente, regna il silenzio. Più che la curiosità è colpita l’attesa di una partecipazione corale e condivisa del popolo di Dio.
E’ proprio con l’immagine del “popolo di Dio” che il Concilio dipingeva la Chiesa come riflesso di quel “mistero” che è la comunità dei credenti. Mistero però non nel senso di cosa sconosciuta e nascosta, ma al contrario, parlante, carica di una luce immensa che viene da Cristo stesso. Non è silenzio, ma dialogo, comunione, sinodalità, ascolto reciproco nello Spirito.
Finora il cammino ricalca in qualche modo la procedura di una fusione di uffici, condotta dai quadri dei responsabili. Nessuno ci ha spiegato i criteri che dovrebbero portarci alla unione. Né ci ha chiesto se eravamo d’accordo. Quello che si prepara non è una piccola cosa. Si tratta di una rifondazione di chiesa, come detto a suo tempo anche dal vescovo. Ciascuna delle due diocesi viene soppressa e ne nasce una nuova per la mano del papa, ma ancora più però per opera dello Spirito Santo. Gli inviti alla preghiera per questo atto spirituale non sono stati abbondanti, ma sarebbe proprio la prima cosa da fare per questo battesimo.
Ci sono state tante riunioni, è vero. Purtroppo poco si è saputo e si sa. Ma ci può essere partecipazione senza informazione a tutto campo? Più che di informazione si può parlare di sussurri. Può bastare? C’è ancora un po’ di tempo. Si può fare qualche cosa.
Carlo Truzzi

