Il singolare riposo di don Erio

Un’estate da vescovo

Non si tratta di “staccare la spina”, cioè di interrompere il lavoro quotidiano, ma “di recuperare il cuore delle attività, che è l’ascolto, l’ospitalità”. Così, scrivendone su Notizie, intende don Erio, alla scuola di papa Leone, le ferie, “inattive ma non oziose”, perché dense di senso, di relazioni, di dono”. Ascoltare la Parola di Dio, contemplare in senso pieno la natura, incontrarsi e festeggiare con l’altro: questi i consigli del nostro Vescovo per un periodo estivo di riposo, che “non è tale se non si fa attento anche a quei nostri fratelli e sorelle”, che le ferie non possono permettersele.

Meditavo queste riflessioni di don Erio, leggendo sul nostro settimanale diocesano L’AGENDA DEL VESCOVO del mese di Agosto. Vi trovo liberi da presenze solo tre giorni su trentuno. Celebrazioni, convegni, visite a campi estivi e gruppi, uscite coi giovani presbiteri, gli immancabili incontri Online del Comitato Cammino Sinodale: tutti appuntamenti che prevedono certo non solo bei panorami, saluti cordiali e pacche sulle spalle, ma omelie, meditazioni guidate, letture preparatorie, stesura di testi, come il Vangeloclip domenicale per i social, e soprattutto una serie impressionante di trasferimenti prevalentemente in auto fra le varie località in cui era atteso: da Roma alla Val Rendena, dal Frignano alle Foreste Casentinesi, da Fai della Paganella a Falcade.

Il record dell’impegno psicofisico richiesto al nostro Pastore è detenuto da martedì 5: MONTE CIMONE (2165m) ore 9: Santa Messa; FRASSINORO (1131m), Abbazia, ore 15.30: presentazione libro di don Adriano Tollari; QUARTIROLO di Carpi, ore 19: Santa Messa e processione in occasione della Sagra. Chi conosce la geografia della nostra Provincia immagina quante centinaia di curve avrà affrontato don Erio nel viaggio fra le valli del Leo, dello Scoltenna, del Dragone, per ripiombare infinepressodon Antonio Dotti parroco (26m).  Voglio sperare che almeno quel giorno un cireneo fosse al volante, ma per esperienza so che anche per un passeggero sarebbe stata una giornata spossante.

Da fedele e curioso lettore della predetta AGENDA, credo che Agosto non abbia proprio rappresentato un periodo di riposo speciale, rispetto all’impressionante ruolino di marcia dei restanti mesi dell’anno. E’ stupefacente la sua capacità di far fronte agli impegni che gli impongono il governo di due diocesi, in via di travagliata fusione, e gli incarichi di Vicepresidente CEI e di membro autorevole dei comitati Sinodo italiano e Sinodo Vaticano dei Vescovi.

La riconosciuta competenza teologico-pastorale e l’abilità espressiva, orale e scritta, gli consentono di trovare il tempo per pubblicare libri, come “Benedetta Crisi” (2022), o di presentare volumi altrui, come con la recente prefazione al saggio di don Giovanni Frausini “Preti usa e getta?”, in cui don Erio si chiede e ci chiede: ”Quale valore diamo ai nostri sacerdoti? Li vediamo come pilastri della fede o come strumenti da consumare e sostituire?”. Questione non proprio semplice, su cui avrà certo continuato a riflettere riposando attivamente in queste afose settimane, anche in ragion del clero multietnico che si ritrova nella nostra diocesi.

Ciò chiarito, possiamo semplificare: un Vescovo come il nostro, impegnato su più fronti, in ferie non ci va mai. Neanche quando prega, dati i problemi, locali e non, che gli affollano la mente. Si spera tuttavia gli sia possibile, almeno dopo la compieta, quando finalmente spegne la luce.

Pier Giuseppe Levoni