Nei vicariati si giocherà molto del nuovo volto della nuova diocesi. C’è chi si interroga e chi è ottimista.
di Carlo Truzzi
Prima che un bimbo nasca si cerca un nome. Così anche per la nuova diocesi si pensa al nome. Ci ha chiesto il parere la Santa Sede, perché il nome ufficialmente sarà dato da Roma. Pressoché scontata potrebbe essere la soluzione diocesi di Modena, Carpi, Nonantola. Qualcuno, con buone ragioni, ha pensato che sia meglio: Modena-Carpi, Nonantola. Si vorrebbe così evidenziare che Nonantola è come un’aggiunta, perché non è mai stata diocesi, ma solo un’unità amministrativa autonoma sopravvissuta, diversamente da altre numerose abbazie, alle varie tempeste politico ecclesiastiche.
Oltre al nome che cosa cambia? Che cosa si può intravvedere oggi? In sostanza alla fine si faranno notare due cose, oltre l’unificazione delle gran parte degli uffici: l’organizzazione mediante “vicariati” di nuovo conio e l’ eclissi di Carpi come diocesi.
Sul tavolo non c’è un visibile processo generativo per una realtà veramente nuova, come avviene per le diocesi di nuova istituzione. C’è piuttosto una razionalizzazione delle attività, che porta a un cambio di strutture, ovviamente con un processo “sinodale” di confronto tra le persone attive, preti e laici.
Sono stati già compiuti invece i cambiamenti riguardanti gli altri uffici diocesani. Sono stati ridotti e unificati sotto il nome di “servizi”. Sono stati classificati in due categorie: annuncio e prossimità. L’annuncio riguarda tutto ciò che ruota intorno alle attività di formazione. La prossimità attiene invece all’attività di amore del prossimo. Sono responsabili dei due settori rispettivamente Simone Ghelfi e Suor Maria Bottura sotto la presidenza di don Maurizio Trevisan. E’ una riforma strutturale che, data la sua importanza, incontra anche qualche difficoltà. Ci sono anche “alcune difficoltà e resistenze”, ha ammesso recentemente il vescovo, che però ha fiducia che “verranno superate”.
Fino alla creazione della nuova diocesi rimangono però i due vicari generali, i due cancellieri, i due economati, i due Istituti per il sostentamento del clero. Specialmente i passi economici non saranno semplici.
I cinque vicariati lasciano intravvedere come sarà la “nuova” diocesi. Rappresentano una novità con un peso notevole, come suggerisce il numero degli abitanti e dei compiti assegnati, ma non ancora dettagliati. Vicariato Montagna 60.000 abitanti; Modena con i Comuni di Nonantola e Bastiglia 200.000 abitanti; Pedemontana 147.000 abitanti; Carpi (comprendente anche i Comuni di Campogalliano, Soliera, Novi e Rolo) 110.000 abitanti; Bassa 106.000 abitanti. Il vicario di Carpi è don Andrea Zuarri, quello della Bassa è don Daniele Bernabei, parroco di Finale. A parte la Montagna, gli altri vicariati hanno le dimensioni che hanno attualmente varie diocesi italiane. Sono istituiti sperimentalmente per tre anni. Da loro potrebbe dipendere molto dalla futura attività pastorale. Per ora, dopo un anno all’incirca della loro istituzione, sono in cerca del programma e della costituzione del Consiglio Vicariale. Avrà due branche, come la diocesi: annuncio e prossimità. Nei vicariati si giocherà molto del nuovo volto della nuova diocesi. Come abbiamo detto, c’è chi si interroga e chi è ottimista. Sono fiducioso che qualcosa di positivo si farà. Del resto ci sono già attività interparrocchiali che danno risultati: corsi per fidanzati, campeggi.
Il secondo cambiamento che si farà notare sarà la città di Carpi senza il vescovo, cui era abituata da più di duecento anni. Dal punto di vista ecclesiastico diventa periferia. E questo avviene in un momento non particolarmente comodo per la nostra storia recente: c’è stato lo stress del terremoto, c è stato il Covid, le dimissioni inattese del vescovo Cavina. L’area ecclesiastica di Carpi si ridurrà con la perdita del mirandolese. Sono 35 000 abitanti (più praticanti dei carpigiani), che fanno parte del Vicariato della Bassa. La diocesi è un centro propulsivo non solo dal punto di vista religioso, ma anche da quello civile e culturale. Sarebbe bene parlare anche di questa novità.


