Della biblioteca e della piscina, luoghi della comunità a Carpi
In esergo ai futili scarabocchi che seguono, ci sarebbe stato bene il motto di Giovenale: mens sana in corpore sano. Per la mente i libri, il corpo trae giovamento dalle vasche.
Della biblioteca di Carpi non si può che parlare bene. Inaugurata nel 2007, dal punto di vista architettonico è il miglior completamento di quell’incantevole spazio che è piazzale re Astolfo, una delle quinte più belle, assieme al cortile di Palazzo Pio, della città. I finestroni dell’ex opificio, ora biblioteca, illuminati la sera, con il contorno scenografico di Sagra, Castello e giardino, hanno un effetto di incanto, indifferente solo a coloro che, per abitudine, non ci fanno più caso (e per non lasciarci nessun sassolino nelle scarpe, a noi pare decisamente fuori luogo, in senso letterale, il palco monumentale che tutte le estati viene lì montato). Una lode a coloro, noi buoni ultimi, che negli anni Novanta caldeggiarono lì la collocazione del servizio bibliotecario che vagava ramingo per le sale del castello.
Anche il servizio è di eccellenza. Noi che siamo assidui fruitori del prestito, abbiamo quasi sempre trovato, nella dotazione libraria, risposta ai nostri interessi di lettura. Da qualche anno la correlata creazione di un app da parte del Sistema bibliotecario provinciale, rende possibile conoscere via smartphone, in tempo reale, la disponibilità di qualsiasi libro a cui si è interessati.
Ma un ulteriore segno dell’apprezzamento che la città ha verso quel luogo, è il considerevole utilizzo che gli studenti fanno dei posti lettura nelle sale. Per informazione diretta, sappiamo che gli universitari fanno a gara per arrivare in tempo ad aggiudicarsi una sedia e un tavolo (con un po’ di bonaria malizia ci verrebbe da dire che quello è il vero polo universitario di Carpi a differenza di…).
Crediamo sia per dare risposta a queste esigenze che l’amministrazione ha avviato il progetto Tavolini, rendendo fruibili spazi nella città, non adiacenti alla biblioteca, per gli studenti. Ben fatto! A domanda dell’utenza si risponde e, come dichiara l’amministrazione, fra qualche mese si farà un bilancio e le valutazioni conseguenti.
Con spirito però costruttivo, ci permettiamo di chiedere se non sia proprio possibile individuare, nelle immediate adiacenze della Loria, spazi che in modo permanente vengano destinati, come naturale estensione della stessa, all’utilizzo culturale e di lettura. Sappiamo bene che quei luoghi sono, per i ragazzi, occasione per lo studio individuale e, nelle pause, per il cazzeggio di gruppo (quanto hanno sofferto per la chiusura della punto di ristorazione, il Cookies!). Siamo certi che i Tavolini ricreeranno l’ambiente che così tanto li attrae alla Loria? E’ proprio impossibile immaginare l’utilizzo di alcuni spazi del castello, l’ex poste?, per un’estensione permanente della biblioteca? Qualcuno aveva avanzato la proposta di utilizzo di spazi dell’ex Supercinema. Sappiamo che si ha a che fare con privati e con i loro legittimi obiettivi. L’edificio è enorme, non se ne può ricavare qualcosa per l’utilizzo pubblico?
Qui si chiede senza spirito polemico. Quando vent’anni fa fu inaugurata, nessuno avrebbe immaginato problemi di spazio. Evviva!, meglio averli lì che, che ne so, in una fumeria d’oppio.
Cambio di scenario: la piscina.
Ci è dispiaciuto che, nel settembre dello scorso anno, quando il nuovo impianto dedicato all’ex sindaco Onorio Campedelli ha compiuto 10 anni, nessuno si sia ricordato della ricorrenza. L’impianto è stato inaugurato infatti, nel settembre del 2015. Di tutti questi passaggi, anche stavolta, siamo testimoni diretti: frequentavamo con costanza la vecchia piscina, decisamente obsoleta, almeno quello coperta, e lo stesso facciamo adesso con quella nuova.
Anche di questa realizzazione del Comune non ci possiamo esimere dal cantare le lodi. Piscine ne abbiamo viste parecchie, della qualità della nostra, pochissime. La parte coperta ha due vasche da 25 metri, una con otto corsie, l’altra con sei. A queste si aggiunge una sala con piscina per piccoli,vasca idromassaggi e bagno turco che, per noi abituati alla miserella piscina coperta del vecchio impianto, fa tenerezza e orgoglio. Per l’estate è stata ristrutturata la vecchia vasca da 50 metri e otto corsie, dimensioni olimpioniche. Di quell’esterna abbiamo memoria del precedente utilizzo, prima del rifacimento: una tristezza! Ai carpigiani proprio non piaceva; in estate, in uno spazio così vasto, ci capitava di nuotare con meno di una decina di persone, i rari nantes in gurgite vasto di virgiliana memoria!, con un costo spropositato per l’amministrazione.
Ora tutto è cambiato. Anche grazie a una gestione attenta e motivata, nel corso di tutto l’anno, estate compresa, l’impianto viene visitato con costanza da molti, i corsi pomeridiani per bambini e ragazzi hanno un sicuro successo, le varie attività natatorie, dal nuoto libero all’acqua gym, hanno problemi di eccessiva utenza.
Insomma, perché l’amministrazione non ha approfittato della ricorrenza decennale per fare un bilancio? Perché ha mancato di offrire numeri a documentazione di un successo per la città? Abbiamo la grande fortuna di avere un super campionissimo come concittadino, Gregorio Paltrinieri (che noi e molti altri abbiamo avuto l’occasione di vederlo nuotare e di nuotarci assieme!). Gli si poteva chiedere di presenziare a un momento pubblico di festa e condivisione.
Ci pare che si sia persa l’opportunità per aver consapevolezza di un successo di cui tutti possono beneficiare.
A questo proposito, su questi schermi e non solo, si è molto scritto della nuova Carpi, dei nuovi carpigiani. Se qualcuno ha voglia di vederli, consigliamo un’esperienza in asciugamano e costumino alla piscina scoperta in un sabato o domenica di luglio. Lì in mezzo a persone di tutte le generazioni e a una babele di provenienze, carpigiani la più parte, e di lingue fra cui anche, sia detto per consolazione di alcuni, e ancora il nostro dialetto, senza aver preoccupazione degli schizzi che gli arriveranno per la densità di persone, avrà una plastica rappresentazione della Carpi che già è e che sarà.
Mario Lugli

