FEDE TRASMESSA PER ATTRAZIONE, MA COSA ATTRAE ?

Nell’era pre-conciliare, quando si stimolavano i laici all’apostolato e non li si diffidava, come oggi,dal proselitismo, si trasmetteva la fede attraverso la dottrina, utilizzando lo schematico ma agevolmente assimilabile “catechismo” di San Pio X. Col tramonto della cristianità, cioè di un contesto sociale permeato dai valori religiosi di una millenaria tradizione, l’accento si pone, specie per gli adulti, soprattutto su una diversa modalità dell’approccio alle fede: l’attrazione.

Pontefici, cardinali e teologi hanno scandagliato il fenomeno, al punto da farne un mantra.  Nel suo libro “Benedetta crisi!” anche il nostro don Erio scrive: “La Chiesa non cresce a forza di numeri, ma appunto per contagio. I papi Benedetto XVI e Francesco lo hanno ripetuto all’unisono in tempi e contesti diversi, ma sempre con la stessa convinzione: la fede si trasmette per attrazione”. (p.128)

Ciò ammesso e conclamato, e avendo sempre chiaro che, come spiega il Catechismo della Chiesa Cattolica, “la fede è la libera risposta all’iniziativa di Dio che si rivela” (n.166), si pone inevitabilmente una domanda. Come concretamente si rivela Dio? Che cosa attrae? Che cosa contagia chi non crede, perché in lui sbocci la fede in Cristo?

Secondo la vulgata corrente, in primis fra i Pastori, è la TESTIMONIANZA dei cristiani, espressa sostanzialmente in due modi. Anzitutto la gioia. Scrive infatti don Erio: “Come posso farmi contagiare dalla gioia del Vangelo, per essere contento e poi, a mia volta contagioso?” (p.128).  Non a caso si intitola EVANGELII GAUDIUM, la gioia del Vangelo, l’Esortazione Apostolica programmatica di papa Francesco. Al recente Meeting di Rimini il notissimo don Fabio Rosini ha ribadito che la fede si trasmette quando si incontrano persone felici, “non cristiani credibili, ma cristiani incredibili”, in quanto sereni anche nelle avversità.

La seconda modalità di testimoniare consiste nelle opere dei seguaci di Cristo, che si amano fra loro, come il Maestro ha insegnato, e amano il prossimo, come efficacemente illustrano i versetti sul giudizio finale del Vangelo di Matteo (25,35-46) e la parabola lucana del Buon Samaritano. (10, 25-37). Dunque soprattutto la gioia e le buone opere dei cristiani attraggono e contagiano la fede. Ma è proprio così ? Indubbiamente si tratta di due modalità di testimonianza capaci di coinvolgere e di indurre domande in chi non crede o è indifferente al messaggio evangelico. Ma è altrettanto vero che gioia e disponibilità a servire il prossimo non sono prerogative esclusive dei buoni cristiani. Anche buddismo e New Age perseguono la serenità interiore di fronte alle traversie esistenziali. Non solo le suore di Madre Teresa di Calcutta, ma pure le laiche ONG “Emergency” di Gino Strada e “Medici senza Frontiere” si prodigano generosamente per chi soffre.

Ci aiutano ad approfondire l’argomento talune notizie che giungono d’Oltralpe. Scrive DIALOGHI, la rivista trimestrale dell’AC, voluta nel 2001 dal card. Ruini nell’ambito del Progetto Culturale: “Da vari angoli del Vecchio Continente emergono segnali di un rinnovato interesse alla dimensione religiosa e di un riavvicinamento alla Chiesa Cattolica. Per la prima volta in quasi settant’anni, soprattutto in Francia, in Inghilterra ed in altri Paesi del nord Europa, si sta invertendo il trend del calo di partecipazione alla messa domenicale, mentre aumentano i battesimi fra gli adulti.” (n.3/26, p.71) Si tratta di numeri modesti in termini assoluti, ma comunque da non trascurare.

Ebbene, per tornare al nostro tema, meritano attenzione i risultati di un’indagine svolta in Francia  proprio a seguito dell’impennarsi del numero di catecumeni (specie persone fra 18 e 40 anni), che hanno chiesto il battesimo nell’ultimo decennio. E’ stato domandato loro il PERCHE’ di questa scelta radicale, indicando la prevalente fra otto possibili ragioni prioritarie.

Come riporta IL REGNO 8/26 (p.212), solo al SESTO posto della graduatoria si colloca la buona testimonianza di vita dei cristiani conosciuti (famigliari, amici, colleghi), preceduta di gran lunga da una dolorosa esperienza di vita (malattia, lutto) che ha innescato una ricerca di senso, e dal porsi domande sulla religione cristiana trovando in essa la risposta convincente. Terza motivazione , in ordine di classifica, aver vissuto un’esperienza spirituale forte. A seguire l’intensa suggestiva bellezza di un luogo o situazione particolare (abbazia, cappella, eremo, musica sacra), e al quinto posto l’interesse culturale per la Bibbia. In settima e ottava posizione si collocano: il battesimo di una persona vicina all’intervistato e, attenzione!!!, essere diventato follower di un influencer cristiano sui social media.

Insomma lo Spirito di Dio soffia ubi vult, CONTAGIA, per dirla con il nostro Vescovo, fortunatamente per noi, BEN AL DI LA’ dell’esemplarità di vita dei credenti. E di questi sorprendenti dati, emersi dalla ricerca su giovani e adulti neobattezzati, una pastorale avveduta, anche delle nostre due diocesi, dovrebbe saggiamente far tesoro.

PIER GIUSEPPE LEVONI